Inv3rno é una netlabel di musica elettronica. Sul loro sito, sono disponibili vari dischi di altissima qualitá da scaricare liberamente. For your pleasure, abbiamo intervistato Tobler, co-creatore dell’etichetta. Vediamo un pó com’e’ andata… ma prima di cominciare, mettiamo su un gran pezzo di Oem Quartet, che esce appunto su Inv3rno… la traccia in questione e’ R2 dall’album Unus (scaricabile qui).
1) Per cominciare, presentiamo Inv3rno: cos’e', chi l’ha voluta, dove e’ nata.
Inv3rno parte dal concetto di netlabel, o etichetta discografica online per sfociare in un territorio di sperimentazione non solo audiovisiva ma anche comunicativa nel campo dei (new)media. E’ stata creata nel 2004 dal sottoscritto e dal collega Renok in una calda estate Milanese.
2) Inv3rno e’ un’etichetta online (netlabel) che permette di scaricare dischi gratis. Come e’ possibile tutto ció, in poche parole?
Grazie alle licenze creative commons + un piccolo contratto che stipuliamo con l’artista possiamo distribuire gratuitamente i dischetti. Sul piano economico invece è possibile proprio per le estensioni di Inv3rno, che non vuole limitarsi al classico download dei brani ma si allarga in altri territori, ad esempio l’organizzazione di eventi, promozioni, happening e in generale tutto ciò che è multimedia. I soldi non arrivano dai dischi, ma da quello che ci sta intorno.
3) Cosa pensi dell’industria discografica, e delle sue prospettive? E che ne pensi delle ultime uscite di Radiohead e Nine Inch Nails (entrambi hanno rilasciato il disco a prezzo nullo con possibilitá di pagarlo a offerta libera (Radiohead) oppure 5$ (NIN))? Cambieranno il mondo?
E’ una bella domanda, perchè il supporto sembra avere ancora un grosso peso se parte integrante dell’opera e non considerato come semplice “trasportatore”. Dai nostri discorsi in auto è emersa una visione condivisa: una canzone mainstream può benissimo appoggiarsi all’mp3 come (non) supporto, dato che la sua funzione/fruizione è indipendente dall’oggetto su cui è stata impressa: ricordare, stimolare una relazione amorosa, far ballare e/o divertire. E questo può avvenire sia che il
sostegno sia il vinile, sia il cd o l’mp3. Il supporto entra in gioco – a nostro avviso – quando si tenta di ricreare un’opera totale, dove l’oggetto diventa parte integrante del lavoro dell’artista e quindi valore aggiunto, non isolabile dal contenuto, collezionabile e addirittura venerabile in un vero e proprio feticismo positivo. Mi piacerebbe sentire il parere degli appassionati dei due gruppi che hai citato, per capire se si sentono mancare qualcosa “in mano” oppure no.
A questo punto può sembrare che stia definendo Inv3rno un produttore di musica popolare, ma in realtà sebbene sia stata annullata la presenza del supporto fisico, la abbiamo parallelamente sostituita con l’”immagine”. Il valore aggiunto dunque è l’idea che non solo stai scaricando una serie di pezzi da suonare nei tuoi djset, ma possiedi nell’hd una release inv3rno, con determinate caratteristiche e precisi marchi di fabbrica.
4) Approvo alla grande la musica che proponete… Phooka, Oem Quartet, Trif_o… tutta roba di primissima qualita che metto su spesso… Parlaci un po delle uscite che giá avete in catalogo, e di cosa c’e’ all’orizzonte…
Molto onorato del play su inv3rno! Al momento (marzo 2008) siamo indaffarati nell’organizzazione di un evento audiovisivo per metà aprile, ma abbiamo in cantiere diverse release tra cui il lavoro solista di un membro degli Oem Quartet (Kurosan) che proporrà un megamix di tutti i brani dell’etichetta, e il lavoro di un nuovo artista milanese, Hirnlego.
5) Non sono un gran esperto di musica elettronica, o meglio, mi piace molto l’elettronica ma non sono molto bravo a etichettare quello che sento… Inv3rno mi pare si concentri su un solo genere (mi pare che la vostra musica sia… ambient? minimal? riiight? correggimi se sbaglio!)… oppure sono un grande ignorante e in realtá la vostra musica copre vari generi? Illuminaci!
Diversamente da te, noi non sappiamo davvero nulla di elettronica. Trovo positiva questa situazione perchè ci permette di scegliere i lavori senza discriminazioni di moda, con lo stile come unico comune denominatore. Diciamo che proponiamo un mix di minimal, elektro, deephouse con diversi risvolti breakbeat e perchè no ambient, e anche se siamo principalmente
orientati al cosiddetto “dancefloor” ascoltiamo volentieri qualsiasi proposta.
6) Se un artista vuole proporvi un disco… come funziona la cosa?
Molto semplicemente deve contattarci all’indirizzo dal quale ti scrivo (toblerATdelirium-co.it) e linkare i suoi lavori!
7) Quindi oltre a essere una etichetta senza corpo (netlabel appunto), esistete anche nel mondo reale… organizzate serate o cose del genere? Comedovequando?
Come ti dicevo in precedenza abbiamo diversi rami che si concretizzano nel mondo reale. Ad esempio il party audiovisivo Odiamolarte (www.odiamolarte.org | www.myspace.com/odiamolarte), 12 Aprile a Milano.
Esserci per crederci
Il tempo sta andando senpre piú in fretta. O no?
E siamo più vecchi di stamattina.
9) A te le ultime righe per dirci quello che vuoi, fare proclami, dichiarare guerre, fornire risposte, formulare domande, ammazzare il tempo… e grazie mille per la disponibilitá!
Io ti ringrazio per l’opportunità e mi permetterei di chiudere citando il mio stimatissimo collega:
“Tutto quello che è surreale va bene.” [renok]
Tobler @ Inv3rno.com
Tags: electronic, free, inv3rno



bel colpo, bell’intervista!
[...] etichetta (net-erichetta) inv3rno, di cui abbiamo parlato qui, sono usciti l’anno scorso gli italianissimi Oem Quartet. Sono un duo (mi pare di aver [...]